Storia
Durante la Seconda Guerra Mondiale un Alto Ufficiale dell'Esercito Italiano, Luigi Ferrari Trecate, di origini piemontesi, entrava in contatto con compagni d'armi nipponici, praticanti di una disciplina marziale dalle caratteristiche singolari. Dopo aver iniziato un primo addestramento in quest'Arte, lo portò avanti a guerra terminata, arrivando anche ad ospitare i suoi compagni giapponesi a Torino.
Fra gli anni '60 e la fine degli anni '70 il Maestro Ferrari, coadiuvato a fasi alterne dagli altri praticanti giapponesi, insegnò ad un piccolo nucleo di allievi, fra i quali colui che sarebbe diventato il suo unico erede, Cesare Turtoro.
Nel 1978, il Maestro Turtoro iniziò il suo percorso di insegnamento, fondando la Scuola Yoshin Ryū. L'Arte da lui praticata, inizialmente portata avanti all'interno della categoria generica del Jujitsu in seno all'allora "Lega Arti Marziali" della UISP, solo nel 1986 venne riconosciuta ufficialmente autonoma, nel settore Jūtaijutsu.
La Scuola Yoshin Ryu ha diffuso per trent'anni la cultura e la pratica di quest'antica disciplina nipponica nel territorio piemontese, aspettando che "i tempi fossero maturi" per diffondere il Jūtaijutsu a livello nazionale.
Nel 2009 prende forma il progetto della Jūtaijutsu-Kai, con il proposito di diffondere il Jūtaijutsu sul suolo nazionale e, con l'ausilio di praticanti "esuli" all'estero, anche sul territorio tedesco e francese.